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Fabio Zuffanti (con Matteo Ricci alla chitarra) dal vivo nella redazione del quotidiano La Stampa

Il poliedrico Zuffanti Trio, composto da Fabio Zuffanti, Luca Scherani e Paolo "Paolo" Tixi si presenterà al cospetto del pubblico statunitense in due date; New Jersey (23 maggio, Bridgewater NJ https://www.facebook.com/events/1470361576353459/) e New York (24 maggio, Ganas https://www.facebook.com/pages/Ganas/109559292396268?fref=ts) 😉

The multifaceted Zuffanti Trio, composed by Fabio Zuffanti, Luca Scherani and Paolo "Paolo" Tixi, will presented themselves in front of the US audience on two dates; New Jersey (May 23, Bridgewater NJ https://www.facebook.com/events/1470361576353459/) and New York (May 24, Ganas https://www.facebook.com/pages/Ganas/109559292396268?fref=ts) 😉

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Finisterre eseguono In Ogni Luogo/Coro elettrico a Z - Fest 2017!

https://www.youtube.com/watch?v=qotoCt-Jc8I

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Stasera Fabio Zuffanti presenta "Amore Onirico EP" al Van Der Graaf Pub di Savona. Sarò in compagnia di Lucio Massimi a sax ed elettronica assortita. Modera l'incontro (e pone domande sempre stimolanti) il prode Alberto Sgarlato. A stas!

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Ecco "io non so cosa fai", il secondo estratto da "Amore Onirico EP" con relativo video realizzato da Roberto 'Robbo' Vigo e Luca Nash Nasciuti per Zerodieci Studio. Grazie per la condivisione! 😀

https://www.youtube.com/watch?v=WsNiBmJThas&index=1&list=PLxq0NvHXVd_CiI5Ex7ovnkyN8eQ2u8viR

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Domani appuntamento con Un gusto superiore: Alessandro Fiori - Fabio Zuffanti ove presenterò il mio "Amore Onirico EP". Chi si aspetta un semplice concerto chitarra-voce rimarrà deluso, le mie trame chitarristiche e vocali saranno infatti volta per volta sommerse, disturbate, atmosferizzate, frippate, enoate, accarezzate, malmenate, possedute e penetrate dal genio strumentistico di Matteo Ricci (ex Malombra, Il Segno Del Comando, Twelve Days Of Fitness, La Selva Oscura, ecc...).
A seguire, l'esibizione del bravissimo Alessandro Fiori basata sul suo ultimo album "Plancton", gustoso mix tra i Radiohead e Claudio Rocchi.
Per i temerari ci si vede domani sera al Teatro Bloser! 😉

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FZ's YouTube channel

https://www.youtube.com/channel/UCOkGHJv0fPhy0lL1w9h7Kyw

Sabato 22 vi ricordiamo Höstsonaten in concerto al Teatro di Cicagna - Il Teatro della Val Fontanabuona. Lo spettacolo si articolerà in due tempi, il primo dedicato ai "classici" di Höstsonaten e il secondo con la rappresentazione integrale di "Cupid & Psyche" e le coreografie di Paola Grazzi che dirige il corpo di danza della Compagnia Teatrale Gli Amici di Jachy.

http://www.levantenews.it/index.php/2017/04/18/cicagna-sabato-22-hostsonaten-concerto/

12 maggio 2017, LaClaque Genova. Ancient Veil e Finisterre In Concerto!

L’AMORE AI TEMPI DI ZUFFANTI
di Francesco Pullè

Fabio Zuffanti-"Amore Onirico"

Ecco una raccolta rude e sincera, pervasa da un furore lirico soffuso e potente come un conato di amore e rancore, di finzione e cruda verità.
Qui si richiama tanta vita dimenticata quanto presente nel vissuto dell’autore, come nelle nostre storie comuni e personali, straordinarie e minime.
Si potrebbe immaginarlo come un caotico e ispiratissimo brainstorming tra Battisti, Lolli, Rocchi, De Gregori, Giurato e Sinigallia a partorire un rivoluzionario verbo di canti astrali in chiave mediterranea, acustica e post industriale al contempo, con la paterna benedizione di Barrett e Drake.
Questo è il Pierrot Lunaire della discografia zuffantiana.

Ai primi ascolti mi rimane la claustrofobia hipster di “Fuori dal locale”, “Il bollettino dei morti” tutto pulsioni ed intermittenze folk shoegaze, il presunto malessere sotto il segno dei pesci di “Stavo male?”, “La risposta” ad abortire ogni aspirante giovane Holden d’oggi, e poi la slide sbilenca de “Il mio gatto è un cane”, traccia che richiama il miglior Bugatti, quello meno glam e più ipotetico
Ed anche l’urgenza di “Canzone per aver paura” e l’invettiva di “Io non so cosa fai” col suo inciso di stralunata caccia anfibia graffiano l’anima come serenate minimali orchestrate da un serial killer paludato nei panni d’un antico troubador.

Ma il demone del nostro caro Fabio si annida, al solito, nei dettagli: voci d’ambiente, loop, respiri di basso, vaghi echi percussivi, battimenti ed improvvisi silenzi.
E poi c’è il timido piano spettrale della terrificante e definitiva porta dello spavento supremo che chiude l'opera, una “Tua madre ti ha preso” dedicata alla morte del padre; e qui cade la mia personale croce e delizia, ciò che mi legherà sempre e per sempre a questo lied postmoderno: avendo pure io perso da poche settimane una persona cara, come suol dirsi dopo lunga malattia, è in questa definitiva traccia finale che trovo la coltellata ed il balsamo che abbraccerò a lungo come il cortese carnefice di un pezzo di cuore così vicino, così lontano.

Questo è un album piccolo solo per minutaggio, in realtà si tratta di un autentico gamechanger per la canzone d'autore nazionale.
E non chiamatelo low-fi o naive, qui ogni suono ha una sua precisa natura e funzione, è tutto un mosaico evocativo, straniante e ipnotico, uno specchio nello specchio per citare un titolo caro a Fabio.
Un reperto prezioso che in tempi d’inusuale attenzione degli storicamente distratti media nostrani agli autori meno mainstream, meriterebbe spazi e riflessioni adeguati.
La verità non la troveremo nel citatissimo microsolco di Brunori Sas ma in questi 23 minuti di un artista che è già patrimonio nazionale e qui ha voluto mettersi a nudo e scarnificarsi all’osso, rivelando nelle minime venature la possente trama d’una vena creativa, di un musicale fiume carsico destinato a trasformare disco dopo disco l’arte prop, come la definirebbe un suo geniale collega e collaboratore anch’egli alla vigilia d’una importante uscita, accomunata a questa dal vezzo della pubblicazione in limitate e curatissime musicassette, oltre al consueto formato digitale.

Avviso ai naviganti tra musica e immagini: non cercate oltre, qui troverete suoni e parole che danno fisicità alle piogge domestiche delle rovine tarkovskyane.
Qui è la zona, qui è la vita.

Questo personalissimo lacerto sonoro in cui Nebraska sembra stuprare Pink Moon mi è diventato più indispensabile di una benzodiazepina e qualsiasi ascoltatore open-minded è invitato a non lasciarselo scappare.

http://mat2020.blogspot.it/2017/04/fabio-zuffanti-amore-onirico-di.html

Sul canale YouTube di AMS Records Il primo video tratto da "Amore Onirico EP", realizzato da Zerodieci Studio.

"Tua madre ti ha preso" è forse la canzone più sofferta che io abbia mai inciso. Grazie in anticipo per la visione l'eventuale condivisione.

https://youtu.be/AJFYVi1u8S4?list=PLxq0NvHXVd_CiI5Ex7ovnkyN8eQ2u8viR

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"La semplicità poetica delle composizioni, fatte di scarni accordi di chitarra acustica, si discosta enormemente dal classico rock progressivo di cui Zuffanti è stato simbolo e campione; ma questa intimità, questo dialogo malinconico con l'ascoltatore permette una maggiore sincerità e una ricerca introspettiva che è simile a una via di mezzo tra una confessione e una seduta di psicoanalisi."

Recensione di "Amore Onirico EP" su OndaRock a cura di Valerio D'onofrio

http://www.ondarock.it/recensioni/2017-fabiozuffanti-amoreonirico.htm

http://www.metrodora.net/fabio-zuffanti-amore-onirico-lo-streaming-integrale/

Ho scritto questa canzone per mio padre.

https://fabiozuffanti.bandcamp.com/track/tua-madre-ti-ha-preso

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